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Osteoporosi

I processi degenerativi responsabili della riduzione della massa ossea

La patologia ossea

L’osteoporosi è la più comune una patologia scheletrica sistemica.

Questa condizione è caratterizzata da un riduzione della massa ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo risultante nella compromissione della resistenza ossea e nella maggiore suscettibilità a fratture.


Il contenuto di massa ossea nell’età adulta è il risultato della deposizione di matrice mineralizzata ossea a partire dalla fase prenatale fino alla maturità.

Per questo motivo, l’osteoporosi può iniziare già nell’infanzia, o addirittura nello stadio prenatale, per poi manifestarsi apertamente più tardi nella vita.




Fratture vertebrali

Fratture osteoporotiche

La malattia progredisce generalmente asintomaticamente e la perdita di osso è generalmente difficile da rilevare prima che si verifichi una frattura da fragilità.

Le fratture più frequenti si verificano a livello delle ossa sottoposte a carico - femore - e, sottoforma di fratture per compressione, a livello vertebrale, risultando nella tipica riduzione di statura. L’osteoporosi può essere prevenuta ma non curata.


Durante l’età adulta, la diagnosi precoce di osteoporosi, seguita da una pronta ed efficace gestione può ridurre il rischio di frattura.


La valutazione del rischio di frattura deve dunque essere parte della normale gestione del paziente di tutte le età, ma specialmente nelle categorie di pazienti maggiormente a rischio.


Nonostante l’osteoporosi sia una patologia caratteristica della popolazione femminile anziana, la patologia può colpire anche il sesso maschile.


Raggiungimento del picco di massa ossea

L’osso è un tessuto sottoposto a continuo rimodellamento, un processo in cui l’osso vecchio viene rimosso e nuovo osso viene depositato.

A partire dall’infanzia fino alla prima età adulta la formazione di osso prevale sul riassorbimento, determinando un aumento costante della massa ossea fino a raggiungere il suo picco intorno ai 30 anni.


Nel periodo fra il raggiungimento del picco e l’inizio della menopausa, i processi di riassorbimento e nuova formazione sono piuttosto equilibrati e i cambiamenti nella massa ossea sono minimi.

Nei primi anni a seguito della menopausa il riassorbimento osseo procede rapidamente causando una cospicua riduzione della massa ossea.

Nonostante la velocità di riassorbimento si riduca a seguito, la perdita di osso continua per tutta le vita post menopausa. In media, all’età di 80 anni, la donna ha perso approssimativamente il 30% del proprio picco di massa ossea.


L’osteoporosi dovrebbe essere prevenuta prima della riduzione della massa ossea e della presentazione di fratture ossee.


È responsabilità dei medici infatti informare i propri pazienti sui rischi associati alla riduzione di massa ossea conseguenti alla riduzione di massa ossea a seguito della menopausa e su come minimizzare i rischi in tempo.


La diagnosi precoce di osteoporosi seguita da un intervento tempestivo ed efficace permette di prevenire le prime o le successive fratture.

Le misure di prevenzione devono inoltre studiate su misura tenendo in considerazione l’età del paziente, il suo profilo di fattori di rischio e la condizione medica globale.