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Densitometria ossea ad ultrasuoni

La tecnologia non invasiva per lo studio della resistenza ossea

La metodologia ultrasonometrica offre un vantaggio indiscutabile nella diagnosi e monitoraggio dell’osteoporosi.

Gli strumenti di ultima generazione sono estremamente acessibili alle realtà ambulatoriali, le farmacie e gli studi di medicina generale.

Grazie alla rapidità e semplicità di utilizzo gli strumenti ultrasonometrici permettono di condurre in modalità non invasiva, e senza esposizione a raggi x, una misurazione accurata della densità ossea e del rischio di frattura.



Ultrasonometria a livello del radio

Tecnologia ultrasonometrica

La densitometria ossea ad ultrasuoni rappresenta una tecnologia particolarmente utile in quanto di semplice e rapida esecuzione, non invasiva e priva di esposizione a radiazioni.

Per queste ragioni possiede un maggiore potenziale applicativo rispetto alle tecniche densitometriche standard (DEXA).


Gli strumenti ultrasonometrici generano onde acustiche pulsanti ad una frequenza di 1.25 MHz.

Quando gli ultrasuoni colpiscono l’osso, a seconda dell’angolo di incidenza, le onde vengono in parte riflesse, rifratte o trasmesse. Le onde rifratte che si propagano lungo l’osso possono essere misurate e fornire indicazioni cliniche.

Il tempo di transito, definito come l’intervallo di tempo necessario per la registrazione del primo segnale, è indicativo della compattezza dell’osso e quindi della sua resistenza.


Una maggiore velocità di trasmissione è dunque indicativa di una migliore salute ossea.

La tecnologia ultrasonometrica si basa infatti sulla misurazione della Speed of Sound (SOS), ovvero la velocità con cui le onde di ultrasuoni si propagano  assialmente rispetto il segmento scheletrico.

La trasmissione assiale aumenta la precisione ed efficacia di misurazione eliminando l’effetto di disturbo rappresentato dai tessuti molli.


L'ultrasonometria nella pratica clinica

Un basso valore di SOS è un indicatore di una cattiva salute ossea e quindi indicativo di un possibile rischio di frattura.

La sensibilità degli strumenti ultrasonometrici permette di monitorare i cambiamenti nello spessore dell’osso corticale che si accompagnano all’invecchiamento e alla progressione della patologia osteoporotica fornendo inoltre una stima del rischio di fratture scheletriche.

In particolare, l’esame ultrasonometrico effettuato a livello del radio è estremamente informativo sul rischio di frattura dell’anca.


Il potere diagnostico della metodologia è inoltre aumentato dalla possibilità offerta dagli strumenti di effettuare le misurazioni in più siti scheletrici.

Poiché l’osteoporosi colpisce diverse ossa compromettendone la resistenza in misura distinta, è imprescindibile per il medico poter valutare la resistenza ossea in distinti siti scheletrici per stimare il rischio di frattura nei pazienti osteoporotici e valutare lo stato scheletrico in pazienti pediatrici, adolescenti e affetti da patologie del metabolismo osseo o in terapia con farmaci che influiscono su quest’ultimo.