|

giovedý 2 ottobre 2014

Salute ossea nel bambino: si costruisce con la dieta

Il fabbisogno di calcio, e in parte di vitamina D, nel bambino possono essere coperti con la dieta. Spesso non sono necessari i supplementi per favorire la salute ossea.

salute osso bambini

La strategia piú indicata per promuovere la salute ossea nel bambino è la dieta. Questa costituirebbe infatti la fonte piú completa di calcio e vitamina D, due fattori essenziali per la maturazione dell’osso e il raggiungimento di una sana densitá minerale e della necessaria resistenza del tessuto. Lo fanno sapere un gruppo di autori facenti parte del Committee on Nutrition della American Academy of Pediatrics (AAP).

Gli esperti hanno infatti evidenziato come il crescente fabbisogno di calcio e vitamina D durante lo sviluppo del bambino fino all’adolescenza possano essere tranquillamente coperti mediante le fonti alimentari senza il bisogno di ricorrere a supplementi.

Infatti, nella prima infanzia il latte materno o le formulazioni rappresentano la fonte primaria di calcio sufficiente e basterebbero a coprire il fabbisogno, rispettivamente, di 200 mg giornalieri fino all’etá di sei mesi e di 260 mg a dodici. Anche se le formule contengono livelli superiori di calcio rispetto al latte materno, non vi sarebbero evidenze circa un maggiore beneficio per la salute ossea.

Il latte e i prodotti caseari assunti con la dieta permettono infatti di soddisfare infatti tra il 70 e il 80% del fabbisogno di calcio, pari a 700 mg giornalieri all’etá di tre anni, a 1000 mg tra i quattro e gli otto e a 1300 mg tra i nove e i diciotto.

Ad esempio, un bicchiere di 250 ml di latte equivale ad una dose di 300 mg di calcio. Verdura, legumi, noci, succhi di frutta e cereali contengono anch’essi calcio e costituiscono fonti alimentari preziose di questo minerale. Attenzione peró, la composizione totale della dieta risulta fondamentale per favorire il beneficio associato al consumo di cibi ricchi in calcio. Una dieta povera in proteine, infatti, sembra ridurre la biodisponibilità del minerale.

Un problema spesso incontrato nel campo della nutrizione infantile è rappresentato dal declino nel consumo di latte nell’adolescenza. Secondo un’indagine condotta nel 2011 negli Stati Uniti, infatti, solo il 14.9% degli adolescenti consumava tra 180 e 250 ml di latte giornalmente e solo il 9.3% delle ragazze assumeva un tale quantitativo di latte. Un potenziale fattore responsabile di questa tendenza sarebbe l’aumento del consumo di bevande zuccherate, in parte sostituite al latte.

In media, le ragazze consumerebbero solo 876 mg di calcio giornalmente, pari al 67% del fabbisogno giornaliero.
Meno del 15% delle ragazze adolescenti raggiungerebbe infatti il consumo raccomandato. Una ragione del tutto sbagliata per questo comportamento sarebbe legata al fatto che il latte viene percepito come un alimento grasso, mentre invece 250 ml di latte scremato non contengono grassi e equivalgono all’apporto calorico di una mela: 80 Kcal.

Non solo calcio, il latte contiene infatti una serie di altri micronutrienti essenziali per la salute ossea come vitamina D, fosforo e magnesio.

Una recente metanalisi ha inoltre evidenziato come l’assunzione di supplementi del minerale non eserciterebbe alcun beneficio sulla densitá minerale nei bambini misurata a livello lombare e del collo femorale.

La vitamina D costituisce un altro fattore essenziale per la salute dell’osso in quanto necessaria per l’assorbimento del calcio nel tessuto. Un deficit alimentare di questo composto determina infatti un assorbimento del calcio estremamente limitato, pari al 10 – 15%.

Secondo le linee guida alimentari dell’infanzia, il fabbisogno giornaliero della vitamina dalla nascita ai 12 mesi sarebbe pari a 400 IU e puó essere tranquillamente coperto con una dieta bilanciata.  Dall’anno di etá fino all’adolescenza la dose giornaliera raccomandata sale a 600 IU.

Nonostante la vitamina D venga sintetizzata dall’organismo a livello della cute in risposta all’esposizione solare, spesso questo contributo endogeno non è sufficiente a coprire adeguatamente il fabbisogno.

In particolare, in alcune condizioni si richiede il supplemento della vitamina, specialmente nel caso in cui durante l’allattamento la madre non raggiunga un consumo giornaliero di 600 IU. In altre situazioni, come nell’obesitá infantile o durante il trattamento con farmaci anticonvulsanti o glucocorticoidi, medicamenti antimicotici e antiretrovirali, la dose giornaliera raccomandata raggiunge un valore pari a quattro volte quella normale e dunque si rivela necessario il ricorso ai supplementi.

Source:Optimizing Bone Health in Children and Adolescents. Golden NH, Abrams SA; COMMITTEE ON NUTRITION. Pediatrics. 2014 Sep 29