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martedì 6 agosto 2013

Perdita equilibrio e cadute: attenzione agli effetti dei farmaci

La combinazione di alcuni farmaci può compromettere l’equilibrio e favorire il rischio di cadute specialmente nell'anziano.

Ricerca Clinica e di Base
equilibrio farmaci

L’assunzione contemporanea di più categorie di farmaci può produrre pericolosi effetti collaterali a danno dell’equilibrio e predisporre al rischio di cadute. Questo il messaggio di un recente comunicato del centro di controllo e prevenzione delle malattie (Centers for Disease Control and Prevention) dell’Università di Harvard.

Il livello di rischio sarebbe maggiore per chi assume più categorie di farmaci contemporaneamente, e diverrebbe un vero e proprio pericolo nelle persone anziane caratterizzate da una ridotta forza muscolare e fragilità ossea.

I principali effetti collaterali responsabili della probabilità di caduta sarebbero, ad esempio, alterazioni della vista, torpore ed una riduzione del livello di attenzione e allerta. A parte questi effetti temporanei, prevalentemente presenti durante il periodo di assunzione delle medicazioni, vi sarebbero casi in cui i farmaci determinano un graduale ed irreversibile danno del sistema vestibolare contenuto nell’orecchio interno e responsabile di una grave compromissione del senso dell’equilibrio.

Quali medicazioni possono causare tale situazione?

In testa alla lista dei farmaci implicati nella perdita dell’equilibrio vi sarebbero le medicazioni impiegate nel trattamento dei disturbi psichiatrici tra cui anti-depressivi ed ansiolitici. Non solo, anche alcune preparazioni anti-istaminiche utilizzate per curare i sintomi allergici potrebbero causare alterazioni temporanee della capacità di orientamento. Ancora, numerosi farmaci anti-ipertensivi e trattamenti per il sistema cardiovascolare, anti-dolorifici, sia prescritti sotto ricetta che acquistabili liberamente, così come anti-dolorifici potrebbero aumentare la probabilità di perdita dell’equilibrio e cadute.

Come sottolineato dal team medico autore della comunicazione, questo rischio non si manifesterebbe con l’assunzione di una singola medicazione ma nelle situazioni che presuppongono l’assunzione di più farmaci per il trattamento di condizioni distinte. Come già detto, l’anziano costituisce il soggetto più a rischio per questi effetti collaterali, tipicamente per il numero di medicazioni che questa categoria di pazienti assume contemporaneamente, ma soprattutto per una diverso assorbimento e metabolismo dei farmaci che potrebbe amplificare tali effetti collaterali.

Source:Harvard Health Pubblications