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mercoledì 19 febbraio 2014

Algoritmo FRAX: ancora poco diffuso

L’impiego dell’algoritmo FRAX per la valutazione del rischio di frattura osteoporotica non sembra guadagnare consensi in modo uniforme a livello globale. Recente studio riporta la sua diffusione.

FRAX

L’impiego dello strumento FRAX, un algoritmo sviluppato dai ricercatori dell’Università di Sheffield per la valutazione del rischio di frattura osteoporotica e riconosciuto come valida strategia di screening, non avrebbe raggiunto in questo momento una diffusione omogenea a livello globale.

Così riferisce un recente studio condotto dal centro di studio per le malattie metaboliche dell’osso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). Nell’arco di un anno, tra il 2012 e il 2013, si stima infatti che il numero di utilizzi dello strumento a livello globale abbia raggiunto una cifra pari a 2,391,639 in 173 paesi, tuttavia con vaste differenze nelle differenti regioni.

In prima linea nell’utilizzo di questo strumento resterebbero, infatti i paesi europei, nord americani Australia e Nuova Zelanda, mentre nella maggior parte dei paesi asiatici, ad eccezione del Giappone, e africani sia assisterebbe ad una diffusione estremamente bassa, se non nulla. Una storia differente riguarderebbe l’America Latina, dove l’utilizzo di FRAX sembra essere cresciuto in modo sensibile durante il periodo di tempo considerato.

La necessità di stimolare la diffusione di questo strumento sarebbe prioritaria secondo gli autori dello studio, poiché dato il costante invecchiamento della popolazione mondiale si richiedono oggigiorno strategie diagnostiche sempre più efficienti e rapide per monitorare il rischio di frattura ossea osteoporotica.

Lo strumento FRAX, infatti, possiede tutte le caratteristiche per assistere lo studio del rischio di frattura in quanto può essere integrato all’esame standard dello studio della densità minerale ossea oppure essere impiegato da solo per una iniziale valutazione del rischio. FRAX fornisce infatti una stima del rischio di frattura osteoporotica a dieci anni e si tratta di un’analisi totalmente non invasiva, per nulla costosa e rapidamente interpretabile, poiché basata sui fattori di rischio individuali del paziente.

Source:Kanis JA, Johansson H, Oden A et al. Worldwide uptake of FRAX. Arch Osteoporos. 2014