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mercoledì 31 ottobre 2012

FRAX, uno strumento affidabile?

Lo strumento FRAX identifica una percentuale inferiore di donne in post-menopausa a rischio di osteoporosi rispetto ad altri metodi.

FRAX_osteoporosi

L’algoritmo FRAX (Fracture Risk Assessment Tool) fornisce risultati divergenti rispetto ad altri due strumenti nell’identificazione delle pazienti in post-menopausa più giovani a rischio di osteoporosi. Questa la conclusione di un recente studio presentato al meeting annuale dell’American Society for Bone and Mineral Research (ASBMR).

Lo strumento FRAX è stato indicato nel 2001 dall’US Preventive Services Task Force (USPSTF) come ausilio per lo screening dell’osteoporosi tra le donne di età compresa tra 50 e 64, in particolare per stabilire il livello di rischio di frattura a 10 anni.

Oltre allo strumento FRAX esistono altri due strumenti simili: il Simple Calculated Osteoporosis Risk Estimation (SCORE), il cui calcolo si basa sull’età, sul peso corporeo, sull’etnia, sulla presenza di artrite reumatoide, sulla storia di fratture non traumatiche dell’anca, del polso o delle costole in persone di età superior a 45 anni e sull’utilizzo di terapia con estrogeni. Un secondo strumento è l’Osteoporosis Self-Assessment Tool (OST), basato unicamente sul peso corporeo e sull’età.

Un gruppo di ricercatori dell’University of California ha valutato su un campione di 5165 donne (età compresa tra 50 e 64 anni), delle quali erano noti alcuni fattori di rischio e dati sulla densità minerale ossea (BMD) del collo femorale e non trattate con farmaci anti-osteoporotivi (bisfosfonati, raloxifene, calcitonina o ormone paratiroideola), la percentuale di pazienti definite a rischio secondo i tre approcci.

Gli autori hanno osservato che l’algoritmo FRAX identificava il 15,2% delle partecipanti da destinare alla misura della densità minerale ossea mentre lo strumento SCORE ne identificava il 32% e OST il 36%. Secondo la definizione di osteoporosi equivalente a un valore di T-score inferiore a -2.5, FRAX avrebbe destinato solo il 34% delle pazienti all’analisi della densità ossea, mentre SCORE il 74% e OST l’80%.

Tuttavia, la specificità dello strumento FRAX nell’identificare valori di T-score femorale inferiori a -2,5 era superiore (86%) agli strumenti SCORE e OST (74% e 80%, rispettivamente). Questo pattern era più marcato nelle donne più giovani.

Lo studio ha dunque evidenziato differenze notevoli tra gli esiti dei tre strumenti. Secondo gli autori, poichè l’obiettivo dello screening dell’osteoporosi è quello identificare donne in post-menopausa con valori di T-score di BMD inferiori o uguali a -2,5 da destinare al trattamento farmacologico, questi risultati potrebbero avere alcune implicazioni nello screening delle donne più giovani nella pratica clinica.

Queste differenze non devono comunque sorprendere poichè i tre strumenti sono stati sviluppati e concepiti con applicazioni in parte distinte. FRAX non è infatti un predittore della BMD, mentre SCORE e OST lo sono. Il principale obiettivo di FRAX è quello di combinare la BMD e altri fattori di richio per stabilire il livello di rischio di frattura ai pazienti. Il valore di questo strumento deve essere ricercato nel fatto che risulta un ottimo predittore del rischio di frattura nelle donne in post-menopausa e negli uomoni anziani e può facilitare l’identificazione di soggetti non affetti da osteoporosi ma candidati al trattamento farmacologico anti-osteoporotico preventivo.

Author:2012 Annual Meeting Abstract 1024. Presented October 13, 2012

Source:American Society for Bone and Mineral Research (ASBMR)